Riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento o a pannelli radianti

 

riscaldamento a pannelli radianti

 

Riscaldamento a pavimento: che cos’è

 

Il riscaldamento a pavimento o a pannelli radianti è una tecnologia impiantistica a basso consumo energetico. Il sistema di riscaldamento è invisibile, viene installato nel massetto appena sotto al pavimento garantendo un ottimo comfortProprio per la sua caratteristica di funzionamento a bassa temperatura, dovrebbe sempre essere abbinato ad una caldaia a condensazione per esaltarne le doti di risparmio energetico, mentre accoppiato ad un impianto fotovoltaio o solare termico contribuisce a far diminuire drasticamente le spese per la componente gas in bolletta. Funziona principalmente con uno scambio termico per irraggiamento e non per convezione: il vantaggio è un sistema di riscaldamento che non genera circolazione di polveri (dovuto a moti convettivi) come nel caso dei radiatori a parete e il piacere di poter camminare scalzi. In commercio esistono varianti del sistema come il riscaldamento a battiscopa, parete oppure a soffitto. 

 

 

Riscaldamento a pavimento: le origini

 

ipocausto terme romane

L’invenzione non risale al XX secolo come si potrebbe pensare: furono i romani ad utilizzarla per primi per riscaldare i calidari nelle terme, cioè le zone destinate ai bagni in acqua calda e ai bagni di vapore. L’ipocausto (questo il nome del sistema di riscaldamento) era alimentato da un grande forno che produceva aria calda ad altissima temperatura, convogliata in uno spazio vuoto, altezza circa 50/60 cm, predisposto sotto la pavimentazione interna sorretta da pilastrini di mattoni. Non era inusuale l’installazione del sistema anche all’interno delle pareti entro tubi in laterizio. Si ritiene che la temperatura ottenuta nelle stanze riscaldate dall’ipocausto non dovesse superare i 30 °C.

La tecnologia è stata ripresa nella seconda metà del XX secolo, ma fu abbandonata in quanto le elevate temperature di esercizio causavano problemi circolatori alle gambe, per poi essere “rispolverata” nel XXI secolo grazie alla nuova emergente richiesta di risparmio energetico con temperature intorno ai 27 °C.

 

Riscaldamento a pavimento: come funziona

 

L’impianto è costituito da un sistema di serpentine realizzate con tubazioni leggere “annegate” in un massetto, isolato nella parte inferiore per non disperdere il calore negli ambienti sottostanti e dimensionato secondo idoneo spessore per fungere da elemento riscaldante e rilasciando, lentamente e in modo costante, calore in tutto il vano. Come accennato ad inizio articolo, il sistema può essere abbinato a caldaia a condensazione, impianto fotovoltaico, pannelli solari, pompe di calore. La temperatura di mandata dell’acqua oscilla dai 30° ai 40 °C (contro i 70-80 di un sistema tradizionale a radiatori), il calore emanato dal pavimento si attesta mediamente intorno ai 27 °C.  Bisogna tenere a mente che la messa in esercizio del sistema è lenta e non immediata: ci vogliono 24/36 ore dal momento dell’accensione per portare a regime la temperatura nei vani: non è un sistema “immediato” come quello tradizionale.

In base allo spessore disponibile, si può scegliere fra riscaldamento con vettore acqua (nell’ordine dei 70 mm) oppure tramite resistenze elettriche (pochi mm)

 

Riscaldamento a pavimento: costi, pro e contro

 

Il costo per l’installazione di un riscaldamento a pavimento oscilla (prendi questi valori come ordine di grandezza) fra i 70 e i 110 €/m², gode dei benefici fiscali, quindi soggetto ad un tempo di rientro più veloce dell’investimento iniziale.

 

Vantaggi:

  • risparmio consistente in bolletta
  • temperature di esercizio basse (30/40 °C contro i 70/80 °C del sistema a radiatori)
  • riscaldamento uniforme in tutti i vani
  • nessun movimento di polveri (indicato per chi soffre di allergie) ed evita proliferazioni di muffe
  • tutte le pareti possono essere arredate
  • non va spento ed acceso come un sistema tradizionale, la regolazione avviene per temperatura e non programmata per orari
  • possibilità di poter essere usato anche per raffrescamento estivo
  • possibilità di essere accoppiato a diverse fonti rinnovabili
  • libertà di camminare a piedi scalzi
  • grande sensazione di comfort per tutta la casa

Svantaggi:

  • costo iniziale superiore ad un sistema tradizionale (+35% mediamente)
  • lenta messa in esercizio per portare a regime di temperatura gli ambienti (24/36 ore)
  • è sconsigliato fortemente l’uso di tappeti

 

Come hai potuto leggere, il riscaldamento a pavimento è una tecnologia accessibile e al giorno d’oggi trova largo impiego d’uso. Tieni a mente che il passaggio da un sistema tradizionale esistente ad uno a bassa temperatura comporta la demolizione della pavimentazione e del massetto: il consiglio è di prendere in considerazione la tecnologia in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione importante.

Se hai domande o hai bisogno di chiarimenti, scrivimi nei commenti o contattami in mail, a presto!

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